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INCLUSIONE LAVORATIVA: NUOVE PROSPETTIVE DAL PROGETTO JPN

Inclusione lavorativa: il progetto JPN apre nuovi spazi di economia civile

Il 28 ottobre, presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, si è svolto il convegno “Nuovi spazi di economia civile – inclusione lavorativa delle persone svantaggiate”, un momento di confronto tra cooperative sociali, imprese, istituzioni e professionisti del lavoro sui risultati e sulle prospettive del progetto Job Placement Network (JPN). All’incontro hanno partecipato oltre 250 persone tra presenza e collegamenti online, segno dell’attenzione crescente verso il tema dell’inclusione lavorativa delle persone con disabilità e fragilità sociali.

Il progetto JPN nasce dalla collaborazione tra dieci cooperative sociali di tipo B e due consorzi, con il sostegno di Fondazione Cariplo, e si propone di costruire un modello efficace di inserimento lavorativo attraverso la collaborazione tra cooperative, aziende e professionisti del mondo del lavoro.

 

Un cambio di prospettiva culturale

Uno dei temi centrali emersi durante il convegno riguarda la necessità di superare paure e pregiudizi ancora diffusi. Molte aziende, infatti, non conoscono pienamente gli strumenti e le opportunità esistenti per favorire l’inserimento lavorativo delle persone con disabilità.

Il lavoro non rappresenta soltanto un mezzo di realizzazione personale, ma un valore che arricchisce anche la comunità e le organizzazioni che lo rendono possibile. Per questo motivo, oltre all’accessibilità fisica degli ambienti di lavoro, è fondamentale preparare anche il contesto sociale e organizzativo, creando condizioni favorevoli all’inclusione.

Il tema si inserisce inoltre nel più ampio dibattito sulla responsabilità sociale delle imprese. Se negli ultimi anni l’attenzione verso la sostenibilità ambientale è cresciuta molto, la dimensione sociale – che comprende anche l’inclusione lavorativa – richiede ancora un maggiore impegno.

 

Un modello che funziona

Durante l’incontro è stata presentata anche una ricerca che evidenzia l’efficacia dell’approccio sviluppato dalla rete JPN. Le cooperative coinvolte assumono persone con disabilità ben oltre gli obblighi previsti dalla legge, in particolare persone con disabilità intellettiva o psichiatrica.

Gli inserimenti vengono realizzati attraverso percorsi strutturati che prevedono formazione continua e tutoraggio, strumenti fondamentali per facilitare l’incontro tra le esigenze delle aziende e le competenze dei lavoratori.

Diversi interventi hanno inoltre sottolineato come l’immaginario collettivo continui spesso ad associare l’inclusione lavorativa a poche mansioni tradizionali, mentre in realtà le possibilità sono molto più ampie e riguardano ambiti professionali diversi.

 

Il ruolo dei consulenti del lavoro

Un altro elemento centrale emerso dal confronto riguarda il ruolo dei consulenti del lavoro, figure che possono favorire concretamente l’incontro tra imprese e lavoratori con disabilità.

Secondo i dati relativi alla Lombardia, sono circa 30.000–35.000 le persone con disabilità disponibili al lavoro, ma resta ancora elevato il ricorso agli esoneri da parte delle aziende, che preferiscono pagare una sanzione piuttosto che attivare percorsi di inserimento.

Allo stesso tempo, emerge un dato positivo: quando l’inserimento viene realizzato in modo adeguato e accompagnato, i lavoratori con disabilità tendono a restare stabilmente in azienda, dimostrando che percorsi ben progettati possono portare benefici sia alle persone sia alle imprese.

 

Una sfida condivisa

Il progetto JPN dimostra come la collaborazione tra cooperative sociali, aziende, istituzioni e professionisti del lavoro possa creare nuove opportunità di inclusione.

Iniziative di questo tipo non rappresentano soltanto una risposta agli obblighi normativi, ma contribuiscono a costruire un’economia più inclusiva, capace di valorizzare le competenze e le diversità delle persone.